TERME LUIGIANE - m. 134 s.l.m.- Fiore all’occhiello del Comune di Acquappesa
E' una contrada sita ai piedi dell’impervia
rupe del Diavolo, posizionata in una cornice di verde lussureggiante dal clima
salubre, nonché rinomata stazione di cura fra le più antiche
della Calabria e fra le più importanti d’Europa.
Dalle pendici del Picco del Diavolo sgorgano da quattro sorgenti denominate
galleria calda, galleria fredda, polla calda Caronte, polla calda Minosse,
le famose acque sulfuree –salso -bromo-iodiche–ipertermali naturalmente
calde, ad una temperatura oscillante tra 22 e 42 gradi C e con il più
alto grado solfidrometrico d’Italia (173 mg/l), che in due stabilimenti
vengono utilizzate per la balneoterapia, la fangoterapia, la cura di malattie
rinogene, dell’apparato respiratorio, ginecologiche, estetiche e dermatologiche.
Conosciute già da Plinio il Vecchio all’epoca dei romani nel
Medio Evo per i pregi e le virtù curative e note, a quel tempo, con
il nome di “Acquae Calidae Tempsae” quando si parla di Cetraro
(Temesa) e, in epoca più tarda, come “Acquae Putidae” ed
ancora “fons calidus”, le Terme Luigiane dal 1850 vennero così
chiamate dallo studioso Giovanni Pagano di Diamante, in omaggio al Principe
Luigi Carlo di Borbone, conte di Aquileia, che vi mostrò particolare
interesse, essendo ricadenti nel suo dominio.
Le Terme Luigiane, nella primitiva ed attuale estensione, ricadono nel Comune
di Acquappesa, che, ab antiquo, vi esercita a pieno titolo la potestà
territoriale e amministrativa per effetto del Decreto dell’8 febbraio
1835 del Re Ferdinando II^ di Borbone, che elevò Acquappesa ed Intavolata
a Comune autonomo. Con il decreto del 10 aprile 1867 il Commissario Ripartitore,
Prefetto della Calabria citeriore, stabilì di lasciare “promiscua”
una proprietà di 10 ettari di terreno comprendenti le sorgenti termali,
attribuendone di questa, i 7/12 ad Acquappesa e i 5/12 a Guardia Piemontese,
in rapporto alla popolazione.
Senza interpellare le popolazioni interessate e su proposta del Prefetto di
Cosenza in carica Dr Agostino Guerresi , con il D.M. n.2517 del 22 dicembre
1927 il governo unificò i due comuni di Acquappesa e Guardia Piemontese
nell’unico comune di Guardia Piemontese Terme, con sede municipale nella
piccola frazione di Intavolata, perché baricentrica rispetto ai due
ex capoluoghi.
Caduto il fascismo, il Prefetto di Cosenza dell’epoca, on. Pietro Mancini,
aderendo alle richieste dei cittadini interessati, con il Decreto Prefettizio
n.22816 del 12 novembre, decise lo scioglimento del comune unificato di Guardia
Piemontese Terme e ricostituì i Comuni di Acquappesa e Guardia Piemontese,
riportandoli allo stato ante 1927 nei modi e nei termini del Decreto del re
Borbonico dell’8 febbraio 1935, compresa la promiscuità dei 10
ettari di terreno dove insistono le sorgenti termali. Il Decreto emanato dal
Prefetto Pietro Mancini venne confermato col Decreto Luogotenenziale n.27
del 1.2.1945, pubblicato sulla G.U. n.23 del 22.2.1945. Purtroppo, le alterne
vicende dei Comuni concessionari delle acque termali ebbero riflessi negativi
sullo sviluppo e sul migliore assestamento della stazione termale Luigiana,
che nonostante tutto ciò, costituisce il polo più importante
della Calabria.
Su queste Terme non si può dire se c’è più storia
o leggenda, o viceversa. Alfredo Guaglianone, farmacista, giornalista e scrittore,
nel numero di novembre – dicembre 1928 del periodico “la voce
Bruzia” di cui era direttore, così scriveva: “ sulla vita
delle Terme è tutta una fioritura di leggende scaturite dalla fantasia
del popolo, in seguito alle guarigioni veramente straordinarie ottenute con
quelle acque”. E una leggenda più solenne e più mistica
si perpetua ancora nel giorno dell’Ascensione, che ogni anno richiama
sul posto turbe di sofferenti per bagnarsi in memoria di Cristo che ivi scese,
appunto nel giorno dell’Ascensione a lavare le sue piaghe, che a contatto
con l’acqua così santificata, sanarono.
Parlò, inoltre, delle qualità terapeutiche di queste acque S.
Francesco di Paola, in una lettera del 1446 diretta al nobile Simone Alimena
di Montalto Uffugo per la carità elargita ad una donna, maritata ad
un “calzolaro”.
Ancora una leggenda vuole che, nel 1533 venne a curare qui i suoi reumatismi
il corsaro Belisario, detto il Barbarossa. Le acque sulfuree delle Terme Luigiane
sono da sempre oggetto di studio da parte di vari studiosi, tant’è
che nel 1861 furono premiate all’esposizione di Firenze e tutt’oggi
l’interesse degli studiosi è sempre in continuo crescendo.
Le cure si praticano: nello stabilimento S. Francesco e relativo stabilimento
per le broncopneumopatie; nel complesso delle Thermae Novae e nel parco termale
“Acquaviva”; quest’ultimo in funzione dall’estate
1999 rappresenta un’isola unica nel suo genere, in tutto il mezzogiorno,
con impianti termali all’aperto ed annesse piscine ove si praticano
idromassaggi, turbodocce, fango cutaneo, idrochinesiterapia in piscina termale,
nuoto controcorrente, idrochinesiterapia nelle vasche di deambulazione, humage
nature.
Le piscine sono alimentate in continuo dall’acqua termale sulfurea delle
sorgenti calde (47° C) e fredde (22° C), opportunamente miscelata
per mantenere la temperatura di balneazione intorno ai 30° C. Al Parco
è annesso il centro Fitness e vi è, inoltre, una terrazza- bar,
uno splendido solarium ed un’ampia pista da ballo e oltre alle attività
curative vere e proprie, in esso si svolgono anche attività culturali
varie, quali congressi e convegni, concerti, mostre di pittura, sfilate di
moda, ecc. che indubbiamente contribuiscono a rendere il soggiorno curativo
molto più accattivante e culturalmente significativo.
Infine si ricorda che nelle fangaie delle acque sulfuree delle Terme Luigiane
proliferano copiosamente e spontaneamente dei particolari microrganismi viventi,
le “alghe bianche”, ricche di zolfo libero, di proteine pure (30,51%),
di vitamine idrosolubili, di lipidi e degli aminoacidi essenziali, tutti preziosi
principi attivi, questi, per la maturazione del fango termale, per le applicazioni
di ionoforesi e per le cure estetiche.
L’attività termale delle Terme Luigiane è indubbiamente
una fonte di lavoro per il comune di Acquappesa nonché per i comuni
limitrofi. Vi è in zona un tipo d’indotto che utilizza il tradizionale
mercato delle stesse Terme, con speciale riferimento all’economia agricola
di tutto l’hinterland.
L’amministrazione comunale di Acquappesa, nell’intento di creare
validi supporti al settore turistico - termale, ha avviato la realizzazione
di un parco termale a ridosso della colonia “M. Gabriella di Savoia”,
al confine nord- ovest del compendio termale vero e proprio, di una clinica
della salute ed è in fase di ultimazione un “Centro Congressi”,
modernamente attrezzato.